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La stabilità finanziaria riveste un ruolo fondamentale nel contesto del sistema finanziario e dell’economia in generale, come ha messo in luce l’attuale crisi. All’aumentare del numero delle istituzioni finanziarie che ormai operano in uno o più paesi o continenti, la stabilità finanziaria mondiale ha assunto persino maggiore rilevanza.
Il sistema finanziario è formato da:
Per tutelare il sistema finanziario e assicurarne la stabilità, è necessario individuare le principali fonti di rischio e vulnerabilità e sensibilizzare ai rischi tutte le parti interessate, incluse le istituzioni finanziarie e le autorità di vigilanza.
Le banche, le società di assicurazione e le altre istituzioni finanziarie rappresentano la prima linea di difesa dalle crisi finanziarie. Sono responsabili di assicurare la propria sostenibilità e solvibilità nel tempo e di verificare il merito di credito dei prenditori, gestendo quindi i rischi che si assumono.
La seconda linea di difesa è invece costituita dalle misure di competenza delle autorità pubbliche, volte a prevenire o a minimizzare le crisi finanziarie. Queste includono:
Qualora le istituzioni finanziarie dovessero incorrere in difficoltà malgrado tali misure, potrebbe risultare necessario un intervento da parte delle autorità pubbliche.
La BCE/l’Eurosistema opera su quattro fronti nel settore della stabilità finanziaria.
La BCE, unitamente al Sistema europeo di banche centrali (SEBC), svolge un monitoraggio sistematico degli andamenti strutturali e ciclici nel settore bancario e in altri ambiti finanziari dell’area dell’euro/UE, allo scopo di individuare qualsiasi elemento di vulnerabilità e di verificare la capacità di tenuta del sistema.
Tale valutazione viene effettuata in collaborazione con le banche centrali nazionali e le autorità di vigilanza dell’UE attraverso il Comitato per la vigilanza bancaria del SEBC. Presso la BCE, il monitoraggio e la valutazione della stabilità finanziaria sono affidati a diverse aree operative: Stabilità e vigilanza finanziarie (con funzioni di coordinamento), Analisi economica, Operazioni di mercato, Relazioni internazionali ed europee e Pagamenti e infrastrutture di mercato.
L’analisi della stabilità finanziaria viene regolarmente pubblicata in diverse rapporti, ad esempio in: Financial Stability Review, EU banking sector stability, EU banking structures, nonché nel Rapporto annuale della BCE. Pubblicazioni afferenti a stabilità e vigilanza nel settore finanziario
In virtù del suo patrimonio di competenze tecniche, alla BCE vengono frequentemente rivolte richieste di assistenza da parte delle autorità nazionali e dell’UE nella concezione e definizione delle regole finanziarie e dei requisiti di vigilanza applicabili alle istituzioni finanziarie. Talvolta la BCE contribuisce invece alle deliberazioni su iniziativa propria. Tale consulenza, fornita o meno su richiesta, assicura in ogni caso che si tenga conto della stabilità finanziaria.
La BCE
La principale sede di cooperazione fra le banche centrali, segnatamente la BCE e il SEBC, e le autorità di vigilanza dell’UE è rappresentata dal Comitato per la vigilanza bancaria (Banking Supervision Committee, BSC), istituito nel 1998 per coadiuvare il SEBC nello svolgimento dei suoi compiti statutari nel contesto della vigilanza prudenziale e della stabilità del settore finanziario. Il BSC comprende rappresentanti ad alto livello della BCE e delle banche centrali del SEBC, nonché delle autorità nazionali di vigilanza bancaria dei paesi dell’UE in cui il mandato della banca centrale non si estende alla vigilanza bancaria.
Per il mantenimento della stabilità finanziaria sia in circostanze normali sia in tempi di crisi sono essenziali un buon livello di cooperazione e frequenti scambi di informazioni. Anche i ministeri finanziari vengono coinvolti in tali scambi quando occorre gestire e risolvere una crisi. Per dare un’adeguata impostazione ai rapporti di cooperazione, tutte le autorità coinvolte hanno sottoscritto un protocollo di intesa; le procedure sono sottoposte a regolare riesame e verifica mediante simulazioni di crisi finanziaria e altri esercizi di test.
Oltre ai compiti menzionati, l’Eurosistema è direttamente responsabile della sorveglianza sull’infrastruttura dei mercati finanziari. Agevolando il flusso di fondi, titoli e altri strumenti finanziari fra venditori e acquirenti, prestatori e prenditori, l’infrastruttura costituisce una componente fondamentale del sistema finanziario ed è essenziale per la sua stabilità complessiva. La sorveglianza è intesa ad assicurarne l’ordinato funzionamento, affinché possibili perturbazioni che la colpiscano non diano luogo a rischi sistemici con conseguenze per il sistema finanziario e l’intera economia.
Sorveglianza
I compiti della BCE/dell’Eurosistema sono enunciati agli articoli 127, paragrafi 4 e 5, e 282, paragrafo 5, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nonché agli articoli 3.3, 4 e 25.1 dello Statuto del SEBC. La sorveglianza rientra nel compito della BCE di promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento e di assicurare sistemi di pagamento e di compensazione efficienti e affidabili all’interno dell’Unione e nei rapporti con i paesi terzi (articoli 127, paragrafo 2, e 282 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e articoli 3.1 e 22 dello Statuto).
L’assetto istituzionale dell’UE in materia di stabilità finanziaria si basa su due componenti: la prevenzione delle crisi e la loro gestione e risoluzione. La BCE, insieme all’Eurosistema, contribuisce a entrambi gli aspetti, soprattutto attraverso la valutazione della stabilità finanziaria.
Nel 2008 è stato istituito il cosiddetto Gruppo de Larosière, che riunisce esperti ad alto livello incaricati di formulare proposte per il rafforzamento della vigilanza finanziaria nell’Unione europea. Nella relazione del febbraio 2009 il gruppo ha riconosciuto che la crisi finanziaria è stata in parte causata da una inadeguata regolamentazione e vigilanza del settore finanziario e ha esortato l’UE a orientarsi verso un nuovo programma di regolamentazione, il potenziamento della vigilanza coordinata ed efficaci procedure di gestione delle crisi. In particolare ha proposto di puntare sulla creazione di due istituzioni con il compito di provvedere alla vigilanza micro e macroprudenziale a livello di UE.
Avendo ricevuto il sostegno dei leader dell’UE nella riunione di giugno 2009, il successivo 23 settembre la Commissione europea ha presentato proposte di disposizioni legislative in merito all’istituzione di:
Le proposte sono attualmente al vaglio del Consiglio dell’UE e del Parlamento europeo.
Per maggiori informazioni, cfr. Financial Services Supervision and Committee Architecture.
Le crisi finanziarie possono recare grave danno alla società, ben oltre i costi sopportati dalle singole banche. Nell’Unione europea le banche e le altre istituzioni finanziarie hanno titolo a fornire servizi oltre i confini nazionali operando direttamente a livello transfrontaliero oppure creando filiali o controllate. Poiché occorre tenere conto di queste attività transfrontaliere nel contesto della stabilità finanziaria, le autorità nazionali competenti collaborano strettamente con le proprie controparti all’estero.
Per salvaguardare la stabilità finanziaria ed evitare l’insorgere di crisi si fa ricorso alla regolamentazione prudenziale (ossia alla definizione di regole) e alla vigilanza prudenziale (cioè al controllo del rispetto di tali regole da parte delle banche).
La regolamentazione prudenziale si basa su un quadro di riferimento ampiamente armonizzato a livello dell’Unione europea, che fa capo principalmente alla Commissione europea. I ministeri finanziari degli Stati membri recepiscono tale legislazione negli ordinamenti nazionali.
La vigilanza prudenziale all’interno dei singoli paesi è di competenza delle autorità nazionali. La cooperazione tra i responsabili della vigilanza si svolge attualmente nel contesto dei comitati di Livello 3 della procedura Lamfalussy, di seguito elencati, che si riuniscono regolarmente per il rafforzamento della convergenza e della cooperazione in materia di vigilanza nell’ambito dell’UE:
La BCE e le banche centrali prive di competenze in materia di vigilanza partecipano al CEBS in qualità di membri senza diritto di voto.
A livello dell’UE si svolge una regolare attività di monitoraggio e valutazione della stabilità finanziaria. Il Comitato economico e finanziario (CEF) effettua un esame semestrale degli aspetti afferenti nella composizione del Tavolo per la stabilità finanziaria (Financial Stability Table, FST), che riunisce rappresentanti ad alto livello dei ministeri finanziari, delle banche centrali nazionali, della BCE e della Commissione europea oltre ai presidenti del Comitato per la vigilanza bancaria del SEBC e dei comitati di vigilanza dell’UE istituiti nel quadro della procedura Lamfalussy. Spetta al CEF-FST preparare i dibattiti del Consiglio Ecofin in materia di stabilità finanziaria.
Un’eventuale perturbazione dell’attività del mercato (o dei mercati), dell’infrastruttura e degli intermediari finanziari può rendere necessario l’intervento delle amministrazioni pubbliche.
Le autorità competenti possono adottare diverse misure per gestire una crisi e contrastare i disordini che ne derivano, ad esempio:
Gli accordi per la gestione delle crisi nell’Unione europea sono intesi ad assicurare la condivisione delle informazioni e l’esistenza di procedure di cooperazione fra le autorità di vigilanza, le banche centrali e i ministeri finanziari dell’UE, che nel giugno 2008 hanno sottoscritto un protocollo di intesa in materia di cooperazione nell’eventualità di crisi finanziarie.
In questo processo rientrano la gestione delle banche o altre istituzioni finanziarie insolventi e la tutela dei creditori, in particolare dei titolari di depositi. Ciò include:
L’efficacia degli accordi per la gestione e la soluzione delle crisi a livello dell’UE viene regolarmente verificata mediante esercizi di simulazione di crisi finanziaria. Il quadro di riferimento dell’UE per la stabilità finanziaria è integrato da dispositivi nazionali che possono essere rappresentati da comitati per la stabilità finanziaria, protocolli di intesa e altri strumenti di coordinamento formale o informale.
L’Eurosistema supporta in diversi modi le autorità nazionali nella buona conduzione delle politiche di vigilanza prudenziale sugli enti creditizi contribuendo alla stabilità del sistema finanziario. L’Eurosistema:
Quella che era esordita nell’agosto 2007 come una turbolenza confinata a parti specifiche del sistema finanziario ha da allora assunto le proporzioni di una crisi economico-finanziaria mondiale, che ha visto il fallimento di imprese, l’aumento della disoccupazione, perdite di fondi da parte degli investitori e la necessità di intervenire da parte dei governi stanziando ingenti somme per scongiurare il crollo del sistema bancario.
Pesanti pressioni continuano a gravare sui sistemi finanziari a livello mondiale:
Per maggiori informazioni, cfr. l’ultima edizione dell’analisi sulla stabilità finanziaria pubblicata dalla BCE: Financial Stability Review.